Background
E’ un progetto che scaturisce da una vicenda personale: un periodo di sei mesi trascorso nel 2004 da un medico bergamasco, Mirco Nacoti, socio di Sguazzi, con Medici Senza Frontiere a Man, appunto.
Sguazzi ricerca soluzioni efficaci per ridurre le barriere ambientali e sociali che limitano la partecipazione delle persone ispirandosi alla classificazione "ICF" della salute e disabilità, approvata ufficialmente da 191 membri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2001.
Per superare l’isolamento scientifico e tecnologico denunciato dal personale sanitario dell’ospedale di Man, nacque l’idea di costruire una biblioteca medico-scientifica con accesso a libri e all’information communication technology (ICT).
Un gruppo locale di medici e infermieri crede in questa possibilità di inventare il futuro e si costituisce come associazione ACIM: Association Culturelle Informatique et Médicale.
Raffaella Gentilini lavora a Man come infermiera professionale di Medici Senza Frontiere nel 2004; crede nel progetto, diventa socia di Sguazzi e punto di raccordo cruciale con ACIM.
Enrico Colpani e Matteo Finassi, soci di Sguazzi, organizzano la prima raccolta fondi e il primo invio di pc e libri in una cassa rossa durante la guerra. La biblioteca viene aperta il 1 settembre 2004.






