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Incontro Ospedali Riuniti e Università di Bergamo

Ospedali Riuniti, Università di Bergamo e Sguazzi si incontrano

REPORT 28/10/2008

Incontro tra Università degli Studi di Bergamo e Ospedali Riuniti di Bergamo a riguardo del Progetto “Una biblioteca per l’Ospedale di Man” promosso dall’Assoc. di Volontariato Sguazzi Onlus.

                        

PRESENTI:

per l’Università degli Studi di Bergamo: il Rettore dott. Alberto Castoldi, il Prof. Marco Lazzari della cattedra di Informatica, il Prof. Felice Rizzi della Cattedra Unesco, il Prof. Paride Braibanti della Facoltà di Scienze della Formazione.

per gli Ospedali Riuniti di Bergamo: il Direttore Amministrativo Dott. Benigni e il Dott. Maurizio Migliori, responsabile dei Progetti di Cooperazione Internazionale patrocinati dall’Ospedale.

per l’Associazione Sguazzi Onlus: la Dott.sa Mantegazza (Presidente) e il Dott. Nacoti (responsabile del Progetto “Una biblioteca per l’Ospedale di Man”).

-         Il Dott. Migliori presenta sinteticamente i progetti di cooperazione internazionale promossi in questi anni dagli OO.RR. di Bergamo, volti principalmente a:

o       Realizzazione di interventi chirurgici ad alta specializzazione (cardiochirurgia, ortopedia) a favore di pazienti (in genere bambini) provenienti da paesi in via di sviluppo o che versano in situazioni di conflitto nei quali la disponibilità di tecnologie mediche e di personale specialistico è venuta meno;

o       Progetti di formazione a favore del personale medico locale attraverso la duplice modalità dell’organizzazione di piccoli corsi in loco gestiti da figure professionali inviate dall’ospedale di Bergamo o tramite l’accoglienza c/o la struttura bergamasca di stagisti provenienti da differenti strutture sanitarie mondiali.

Viene evidenziato il potenziale del Progetto oggetto dell’incontro in termini di capacità di prospettare una nuova modalità di intervento degli OO.RR. in campo internazionale convogliando gli sforzi non più sulla soluzione di singole situazioni di emergenza slegate tra loro ma sulla formazione permanente del personale medico in funzione di un processo più ampio di diffusione della cultura medico scientifica e delle opportunità della tecnologia in questo campo.

-         Dott. Nacoti presenta l’obiettivo dell’incontro: dopo anni di contatti e accordi raggiunti con le singole realtà del territorio e con partners di livello internazionale la continuità del progetto è strettamente legata alla realizzazione di un accordo operativo tra le istituzioni oggi presenti, in vista di sottoporre lo stesso all’assessorato Regionale e ottenere in tal modo il via libera per interfacciarsi proficuamente alle istituzioni ivoriane e formalizzare accordi bilaterali in vista dell’attivazione della parabola satellitare e dell’avvio delle attività di formazione a distanza.

E’ questo il ruolo di un’associazione, e della società civile in generale: intercettare un bisogno (spesso attraverso il canale di vicende personali) decidere di farsene carico, individuando soluzioni originali e realizzabili per il suo soddisfacimento e sollecitare le istituzioni affinché a loro volta decidano di attivarsi concretamente in tal senso.

Gli Ospedali Riuniti possono portare a casa una riflessione “gratuita e competente” sulla direzione che vogliono prendere le azioni di Cooperazione Internazionale.

L’Università di Bergamo può sperimentare sul campo la sua capacità di mediazione e sintesi tra saperi diversi che si confrontano.

-         Prof. Rizzi osserva il potenziale strategico che questo progetto racchiude: è promosso apparentemente da un singolo soggetto civile ma è capace di aprire possibilità di cooperazione del tutto nuove per la nostra realtà. La Cattedra Unesco non si occupa operativamente di cooperazione ma svolge un’opera di ricerca, studio e di messa a disposizione delle competenze acquisite in termini di convivenza pacifica e di diritti civili in situazioni dove questi sono messi a rischio (collabora con la ricostruzione dell’ordinamento giuridico in paesi colpiti da conflitti etc..).

L’interazione tra i partners presenti all’incontro può produrre una visione innovativa e in linea con i principi della cooperazione decentrata. Le attuali risorse in campo sono:

o       Una associazione con la capacità di lettura del bisogno, di sviluppo di contenuti, di vision rispetto al futuro;

o       La Cattedra UNESCO con  competenze maturate negli anni e la possibilità di avvalersi di appoggi a livello internazionale (Onu);

o       L’Università che ha l’opportunità di mettere in circolo e in rete tra loro saperi diversi ma attinenti alle varie sfaccettature di un medesimo progetto di cooperazione attraverso l’organizzazione di una serie di seminari in collaborazione con le diverse facoltà ai quali è importante partecipino gli studenti universitari e i diversi partner coinvolti.

o       Il tassello attualmente mancante è proprio un accordo tra Università e Ospedali Riuniti, che abbia respiro internazionale e recepisca le indicazioni Onu in materia sanitaria.

Da questa sinergia potrebbero poi scaturire opportunità formative importanti sia per

gli studenti universitari che per i medici in formazione o già operanti negli OO.RR. di Bergamo (stage, corsi di specializzazione).

-         Dott. Benigni osserva che gli OO.RR. da alcuni anni hanno scelto di non cullarsi nell’autoreferenzialità per l’eccellenza raggiunta in molteplici ambiti d’intervento ma di mantenere un approccio attento alla formazione permanente e all’apertura a mondi anche molto lontani dal nostro. Rispetto al Progetto in discussione due ipotesi di interazione sembrano percorribili:

o       E’ sorta all’interno della struttura ospedaliera una Fondazione per la ricerca e la formazione che si propone lo studio e l’attivazione di percorsi formativi rivolti sia al personale interno che a medici operanti in P.v.s. o in conflitto: tale struttura può avvalersi di un patrimonio economico a disposizione, per appoggiare progetti di Cooperazione (il progetto biblioteca potrebbe diventare uno di questi). Il responsabile è il Prof. Barbui.

o       Entro giugno 2010 sarà possibile trasferire i primi reparti dell’Ospedale nella nuova sede: avendo ricevuto adeguati finanziamenti per l’acquisto di attrezzature mediche all’avanguardia la direzione sta valutando il destino dei macchinari che non verranno trasferiti nella nuova sede e ancora funzionanti. L’idea sarebbe di organizzare forme di collaborazione con le strutture ospedaliere di altre parti del mondo al fine di favorire il trasferimento non solo delle attrezzature ma anche del know-out necessario al loro funzionamento attraverso corsi di preparazione volti al personale medico della struttura di destinazione.

-         Prof. Paride Braibanti. E’ bene pianificare questi interventi partendo sempre dalla comprensione della natura della domanda presente sul territorio di intervento, per non fornire risposte pre-confezionate che non rispondono però alle esigenze dei beneficiari dell’intervento stesso: dalla Costa d’Avorio parte una richiesta di CRESCITA culturale nel campo delle scienze mediche. Ciò si realizza attraverso il superamento dell’arretratezza in termini di competenze tecnologiche, accesso alle strumentazioni, know-out medico scientifico.

Dobbiamo però tener sempre presente la sostanziale differenza con il Nord del mondo dove il successo di interventi di alta specializzazione è strettamente legato anche all’esistenza di un impianto esterno (medico di base, strutture sanitarie intermedie, etc) non presenti ovunque. Ecco perché è fondamentale l’opera di facilitazione nel trasferimento dei saperi che potranno svolgere le facoltà bergamasche coinvolte nel progetto, che potranno costruire con lo studio e il confronto tra i diversi attori coinvolti una metodologia volta alla valorizzazione della reciprocità delle differenti culture.

Non ultimo evidenzierei un fondamentale contributo di ritorno che questo progetto potrebbe portare alle istituzioni presenti oggi: in una crescente composizione multietnica sia dei pazienti che si rivolgono alle nostre strutture sanitarie che del personale medico e sanitario che vi opera, sarà sempre più importante saper coniugare la ricettività delle differenti culture (attraverso le figure dei mediatori culturali) con la valorizzazione della diversità anche nei processi di cura.

-    Il Prof. Lazzari espone l’importanza dei progetti di formazione a distanza, le collaborazioni già avviate con i prestigiosi partners (ESA, Politecnico, etc) e ribadisce il ruolo di mediazione della sua facoltà rispetto all’impegno di rendere accessibili le conoscenze.

-         La Presidente di Sguazzi sottolinea quanto questo progetto rappresenti una sfida all’interno dell’Associazione, solita ad operare su vari fronti con progetti seri ma mai così ambiziosi e fiera di trovarsi ad un tavolo con le due Istituzioni maggiormente rappresentative in campo culturale e medico del territorio bergamasco, auspicando un futuro accordo operativo tra le due realtà che consenta lo sviluppo di una mentalità di cooperazione efficace nei confronti della domanda di formazione proveniente dalla Costa d’Avorio.

Poiché Sguazzi ritiene che questo accordo rappresenti un passo decisivo, mette a disposizione 5000 euro per le incentivare le prime attività di ricerca e seminariali.

-         Il Rettore Prof. Castoldi esprime soddisfazione per quanto esposto dai presenti e ipotizza che l’Università possa destinare dei fondi per un attività di ricerca legata al progetto. Pone alcune domande di contesto: perché partire proprio dalla Costa d’Avorio? E’ stata prevista una struttura in loco che garantisca l’efficacia e la continuità del Progetto?

-         Dott. Nacoti espone le motivazioni alla base della scelta.

o       La Costa d’Avorio: al di là della vicenda personale dalla quale può scaturire un sentimento di vicinanza ed impegno preciso, questo stato è dotato di un background culturale e tecnologico molto diverso da quello di altri stati africani (Sierra Leone..). Gli anni di guerra civile hanno distrutto le infrastrutture ma il desiderio di conoscenza e di aggiornamento scientifico espresso da parte della classe medica si fonda su un terreno di conoscenze di partenza molto fertile all’acquisizione delle I.C.T.

o       La Costa d’Avorio compare nell’elenco degli Stati che la Regione Lombardia considera prioritari per gli interventi di Cooperazione.

o       Rispetto alle strutture in loco: esiste da quattro anni un Comitato locale che segue tutti gli aspetti logistici e di gestione della biblioteca. Vi sono locali messi a disposizione in comodato gratuito e un bibliotecario stipendiato dal progetto.

o       Sguazzi ha aderito a ACT NOW Alliance (una rete di ONG che fa pressione sulle istituzioni affinché mettano a disposizione risorse per introdurre L’ICT nei paesi a risorse limitate) Il progetto è stato scelto da un consorzio (di cui anche ACT NOW Alliance fa parte) guidato da ESA, come occasione per sperimentare un modello di implementazione dell’ICT.

o       Alcuni mesi fa sono arrivati 10 PC, 300 testi medico-scientifici e a agosto 2008 è stata inaugurata la biblioteca con tutte le attrezzature e le connessioni funzionanti alla presenza delle autorità locali.

L’installazione della parabola è prevista per febbraio; si potranno sperimentare le prime video connessioni che condurranno, in primavera, al “seminario fondativo” in collaborazione con l’Università di Bergamo svolto (si spera) in video conferenza con la Costa d’Avorio. L’obiettivo è di coinvolgere tutti i partner, Regione Lombardia e ESA.

-         Il Rettore chiude la seduta proponendo la stesura di un accordo da sottoscrivere da parte di tutti i presenti, indicante il ruolo svolto da ciascuno.

-         Il Dott. Benigni  si offre di predisporlo in collaborazione con i Dott. Migliori e Nacoti e inoltrarlo quanto prima agli altri presenti per la firma.